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di Arrigo Boldrini
pp. 352 - € 29,00
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"Diario di guerra: giorno per giorno ci vengono consegnati i fatti di vita quotidiana che forse è eroica proprio perché non è fatta tutta di azioni che di per sé sono atti di eroismo, né è fatta solo di sacrificio.
Diario di un comandante partigiano che organizzò i primi gruppi. Diario secco, quasi volutamente arido".
Arrigo Boldrini, nato nel 1915 a Ravenna, al fronte durante la guerra, l'8 settembre 1943 pronunciò a Ravenna un discorso che esortava alla lotta contro i tedeschi e i fascisti.
Organizzatore della Resistenza anche in pianura, divenne comandante militare del ravennate, decorato di medaglia d'oro nel febbraio 1945 dal comandante dell'8a armata inglese. Dopo la liberazione di Ravenna, guidò la sua 28a brigata Garibaldi nei combattimenti del fronte Adriatico, fino alla fine della guerra.
Copertina di Renato Guttuso, 1985, tecnica mista
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Giuseppe Rossi. L'uomo e il suo tempo |
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di Orazio Barbieri 
pp. 272 - € 16,00
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Biografia di Giuseppe Rossi, un ex-muratore maturato nella passione politica, nel carcere, nello studio, che divenne dirigente nazionale nelle lotte di categoria contro il fascismo e poi nell'esilio, infine nelle battaglie per la liberazione di Firenze e per la ricostruzione morale e materiale del dopoguerra.
Orazio Barbieri nacque a Firenze nel 1909.
Partecipò alla Resistenza, fu membro della delegazione toscana delle Brigate Garibaldi.
In copertina, Piero Tredici, Giuseppe Rossi, 1989, pastelli colorati
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Resistenza italiana
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di Armide Broccoli 
pp. 288 - € 17,00
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Un carro trainato dai buoi attraversa di notte la campagna. Rannicchiato vicino al padre che tiene le redini, un bimbo conta le stelle.
A distanza di anni, quel bimbo rievoca gli incanti della campagna intorno a Bologna, le tradizioni, la lotta durissima dei mezzadri per strappare alla natura i suoi frutti.
Un mondo patriarcale, funzionale, ordinato, produttivo.
La prima guerra mondiiale e il fascismo lo caricarono di nuove difficoltà e sventure. La seconda guerra mondiale ne causò la rovina.
Per salvarsi dall'occupazione e dalle razzie nazifasciste, da nuovi lutti, i contadini di Castenaso e dintorni organizzarono la resistenza, i loro figli divennero partigiani.
La straordinaria partecipazione dei contadini del bolognese alla guerra di liberazione costituisce un capitolo particolare della storia della Resistenza. L'autore propone una testimonianza ricca di poesia e di forza, drammatica, pervasa di intensa pietà.
In copertina, china di Giuseppe Motti, 1975, Contadini e partigiani
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Gaetano Invernizzi dirigente operaio |
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di Franco Alasia 
1976, pp. 248 - € 20,00
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28 agosto 1943, fra i prigionieri antifascisti di Castelfranco Emilia, c'è Gaetano Invernizzi, in carcere da otto anni, condannato insieme alla moglie Vera a 14 anni. Qui sono riprodotte le lettere inviate alla moglie, anch'essa detenuta.
Tornato nella sua Lecco natale, dieci giorni dopo Invernizzi indica alla popolazione il dovere di armarsi e combattere. Nel Lecchese, la Resistenza comincia il 9 settembre.
Questo volume fa seguito, nella collana dell'Istituo milanese per la storia della Resistenza e del movimento operaio, a Milano nella Resistenza, Bibliografia e cronologia, 1975, e K 1 B45 lombardi e ticinesi per la libertà in Spagna, 1976.
L'Istituo, sorto nel 1973, ha sede a Sesto S. Giovanni e si occupa dell'indagine della storia contemporanea dell'area milanese.
In copertina, Gaetano e Vera Invernizzi
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