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Donna lombarda 
pp. 198 - € 13,00
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La storia di Anna che credeva nella pace e nella giustizia sociale.
Alla fine dell'800, Anna, una trovatella affidata ai padroni di una cascina, grazie a un sussidio riuscirà a studiare. Promessa a Giordano, si innamorerà di Achille.
L'autrice ci conduce dentro al mondo rurale della campagna lombarda dalla fine dell'Ottocento alla seconda guerra mondiale.
Le ciliegie, le rane nei fossi catturate e mangiate, le uova fresche, il grano, i crisantemi, le mucche.
La cascina, le sue regole, le stagioni, le donne, gli uomini, e le guerre.
Gloria De Poli ha frequentato, fin dalla fanciullezza, per via dei parenti contadini, il mondo della cascina.
In copertina. incisione all'acquaforte di Federica Galli, 1979, Cascina Casale sulla Paullese
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Mi sono stancato, voglio scendere
pp. 192 - € 12,50
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Tre giorni di viaggio nell'Europa ricca e organizzata, riflettendo sulla realtà che l'azienda è diventata insopportabile. Quale azienda ? Tutte, grandi o piccole, partiti o Stati, imprese o condomini, sono in crisi. Tutti proviamo delusione e insofferenza.
In più di cinquant'anni di pace e di benessere, abbiamo potuto guardarci con calma e il risultato è tremendo. Perché nell'Europa di macerie di oltre cinquant'anni fa si potevano riconoscere grandi caratteri e grandi moralità, ma subito è iniziata una selezione alla rovescia ?
Copertina di Federico Gatti
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Vivere a Bologna 
pp. 272 - € 15,50
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Giuseppe Brini ci racconta una storia che abbraccia dodici anni di vita bolognese. Protagonisti sono uomini e donne comuni. Un tenace filo di solidarietà lega amici e colleghi e scatta ogni volta che qualcuno è colpito.
Il romanzo di Brini è uno dei pochi su Bologna, un racconto corale, ricco di personaggi fortemente caratterizzati, estrosi e umanissimi, quali nelle grandi metropoli è ormai impossibile incontrare.
Alcune pagine retrospettive sulla lotta partigiana nell’Appennino bolognese sono fra le più belle della nostra letteratura sulla resistenza.
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Le ragioni della costanza 
pp. 160 - € 10,50
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L'autore, alla sua prima prova narrativa, si professa ottimista nonostante gli infiniti motivi per non esserlo. Egli ha incontrato molti personaggi notevoli ma nel ritrarli tiene d'occhio « le ragioni della costanza », cioè uno stile morale di vita che nulla vuole trascurare, né i pensieri, né i sentimenti, né le opere.
Aldo D'Alfonso fu un intellettuale autentico, che dedicò tutta la sua vita alla democrazia, alle istituzioni, alla promozione della cultura, non solo a Bologna.
Morì il 26 maggio 2005 a Bologna.
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